Raccolta delle stampe Adalberto Sartori

Ossola Giancarlo

Milano 1935 - Milano 2015
incisore pittore disegnatore litografo

Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Scuola Comunale di Pittura del Castello. Il suo desiderio di dedicarsi alla pittura si manifesta fin dall’adolescenza, ritrae figure, paesaggi, nature morte, con la suggestione di Soutine e Van Gogh, visti a Parigi in un breve soggiorno e di Sironi, Morandi e De Pisis che gli suggeriscono elementi costruttivi, tonali, di segno e colore, fusi presto in un linguaggio espressivo già personale. Il contatto con la città, con l’arte contemporanea e la frequentazione di alcuni pittori del Realismo Esistenziale (Banchieri, Ferroni, Vaglieri e altri), nonché una prima conoscenza dell’espressionismo tedesco e dell’Informale internazionale, segnano nel suo lavoro una svolta verso opere di segno forte e concitato – i soggetti sono spesso frammenti di città sullo sfondo di figure drammatiche e di cieli rossastri d’incendi, forse reminescenza degli ultimi bombardamenti visti a Milano da bambino. Con quei quadri Ossola vince nel 1960 il primo premio di un’ampia rassegna milanese organizzata tra gli altri da Lino Montagna, Eva Tea e Giorgio Kaisserlian. Tiene la sua prima mostra personale nel 1961 al Salone Annunciata di Milano, presentato da Mario De Micheli e, nel 1963, vince il Primo Premio S. Fedele. Si susseguono i cicli pittorici: dal 1963 gli Interni-Esterni che esprimono interiorità; dal 1967 iFumetti che racchiudono visioni di un’utopistica natura originaria e germinante; dal 1970 narrazioni segniche e frammentarie e le Memorie epiche; più avanti ancora le Città dagli orizzonti tesi e la scoperta degli Interni, prima visti come serbatoi dell’arcano e della memoria individuale, in seguito, dopo gli anni ‘80, come indagine del territorio urbano e delle sue misteriose metamorfosi: fabbriche e depositi dismessi, officine e laboratori, ville abbandonate, atelier – intesi come luoghi della solitudine della pittura. In anni più recenti si affiancano composizioni di interni atemporali dalle atmosfere sospese, in cui la presenza umana sembra lontanissima, tradotti in una stesura meno concitata. Nel procedere del lavoro Ossola acquista maggiore consapevolezza delle affinità elettive esistenti da sempre con alcuni maestri del ‘600 e contemporanei: il segno di Magnasco, la luce di Rembrandt, il disfacimento molecolare di Seghers e la forza espressiva di Serodine, quindi Sutherland, Giacometti, Wols e Bacon. Del suo lavoro si interessano fra gli altri: Marco Valsecchi, Luigi Carluccio, Roberto Tassi, Gianfranco Bruno, Gian Alberto Dell’Acqua, Giovanni Testori, Dante Isella, Vittorio Sereni e Giovanni Raboni.

interno-periferia
Ossola Giancarlo - Interno - periferia 1996
Le sue opere nella nostra raccolta
Risultati trovati: 2
Interno - periferia
Ossola Giancarlo - 2
1996
Interno con bottiglie
Ossola Giancarlo - 1
1997